■f
^-
TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI
SALVADORB CAMMARA.>0
MUSICA DI
ilEflHO DQNIIIffl
^ ^'i.
MILAXO
COI TIPI DI FRANCESCO UCCA.
// presente LibrettOj essendo di esclusila prò»
prietà del V Editore sUjnorYJXPi^CESCO LUCCA,
restano diffidati i signori Tipografi di astenersi
dalla ristampa dello stesso senza averne otte-
unto la perniissione dal su citato Editore Pro»
prietario.
c^xeiieii3a
0/
^ffio air E. \\ il Librello della seconda Opera
da me prodoUa nel correrne Carnevale sulle Scene
di questo Comunale Teatro. Sei mentre perlaìUo
mi reco ad onore intitolare air E, V. queste umili
slampe come testimonio di devozione^ ne imploro
quella protezione, di cui ollremodo abbisogno nel-
la non certo facil via che è a me d' innanzi.
Confido non mi vorrà mancare^ ben conoscen-
do quanto sia grande la benignità delT E. V. e
la sua nobiltà d' animo^ e ciò vii farà tenere an-
che un motivo di più per esserle grato, e rico-
noscente di tutta r anima mentre con la più di-
stinta slima e rispetto mi pregio soscrivere
DelV E. V.
Devmo imo Servo
Digitized by the Internet Archive
■in 2013
http://archive.org/details/poliutoOOdoni
AVVERTIME?iTO
// subbietto di questo la<;oro è storico j e Pietro
CoR>EiLLE ne trasse il suo Polyeucte: ma V indole del
dramma musicale troppo diversa da quella d' una tra-
fjediuj non mi permise di seguire che poche tracce
dell' Eschilo francese. Pure j quanto il consentirla la
scarsa latitudine a me conceduta j mi studiai che la
morale kì si mostrasse in tutta la sua luce. Quindi
a lato delle più sublimi virtù cristiane^ dipinsi nel
personaggio di Callistene ^ e come ombre del quadro^
gli errori^ e U empietà del paganesimo. Se questa li-
rica tragedia (che io dettava prima dei Martiri di
ScribeJ verìvl daW universale aggiudicata nuda affatto
d" ogni altro pregio^ non le sarà contrastato ^ ne son
certOj il primo a cui mirar dovrebbe ciascun autore^
drammatico ^ lo scopo morale.
Salvadore Ca>DIARA>iO.
A*4^ Alcuni versi di questo Melodramma^ che parve con-
dam. '^,all'obblio, fecer mostra di se in altri miei lavori: era
ovvio ^Dstituire ai menzionati altri versi^ ma ciò poteva nuo-
cere alla musica: ed è in rispetto di essa, e delT insigne,
quanto infelice amico che ne fu rautore^ se io lascio la poesia
qual fu in origine, invocando air uopo la publica indulgenza.
PEItSOH'AGGl ATTOIlì
SEVERO y proconsole . . . Sig.
FELICE, governatore di Melitene Sig.
•l'OLIUTO, magistrato e sposo di Sig.
PAOLINA, figlia del governatore Sig.''
CALLISTENE, gran sacerdote
di Giove Sig.
NEARCO , capo dei Cristiani
d' Armenia Sig.
UN CRiSTIANO .... Sig
CORI E COMPARSE
Cristiani — Magistrati — Sacerdoli di Gicv^^^
Popolo Armeno — Guerrieri Romani.
Lavvcnmento ha luo(jo in Melitene, città capitale dWnnenv!,
e neìVanno 257 di nostra salute.
ATTO PRI3I0
Il Batte«iimo.
SCENA PRIMA.
Tenebrose caverne: sull* alto un forame donde lia i)rincipio una
■^cala intagliata nella rupe, per cui si discende: nel davanti
ingresso ad uno speco, dal quale spargesi poca luce rossastra.
llolli gruppi di Cristiani; altri in capo alla scala ,
altri scendendo, altri nel piano.
Coro
PAKTLl.^ecridiam...
II. Silenzio...
III. Silenzio..
n' Immerso
Tutto nel sonno è T universo...
V Da questo ignoto, profondo speco
A palesarci non sorga un eco.
Titti {(i^'po isser discesi)
Ancor ci asconda un velo arcano
Air empio ferro che ne minaccia.
Il giorno forse non è lontano
Che fra martiri al mondo in faccia,
Per noi la prece, con labbro esangue,
Al Re de' cieli s^ innalzerà:
E più del labbro, il nostro sangue
Del Dio vivente favellerà.
(entrano silefiziosi nello speco.)
: ATTO
SCENA IL
POLIUTO e NE ARCO
PoIiu(o discende il primo, fa alcuni rapidi passi verso lo sj)eco
quindi si arresta gettandosi nelle braccia di Nearco.
Nea. Tu sei commosso!
PoL, È ver... Sul capo mio
L^onda che terge dall' antica macchia
Fia sparsa in breve... Un sacro
Terror m'investe f
Nea. Di terror che parli ?
Quei che t' apre le braccia , ostia di pace
S'offerse, e pace ei piove
Neir alme in cui discende.
PoL. Io n'ho ben d'uopo!
Da procellosi affetti
É sconvolta la mia.
Nea. Poliuto!
PoL. Velen di gelosia
Mi rode il cor!...
Nea. Fia vero!...
PoL. Dir la parola, intendere il pensiero
Mal può di quanto amor la mia consorte
Amava... ed amo... Di tristezza ingombra
Talor la vidi , e tacito le guance
Solcarle amaro pianto : a lei ne chiesi ;
Con labbro incerto mendicò ragioni,
Che fur pretesti, ed a' sospiri il varco
Negò... ma tardi. Ahi! quando
Giace nel sonno , ed io co' miei sospetti
Azeglio, gemer la sento, e tronchi detti
Parlar d'amore?... A Callistene apersi
Il mio pensier geloso, e d'un rivale
Anch' ei sospetta.
Nka. Chi nomasti!... Ah! taci.-
PRIMO
Dubbio tremendo fomentar!... Ministro
D' un culto iniquo, ben costui le parti
Tutte ne adempie! - Di virtù severa
Speglio è la tua consorte, e corpo all'ombra
Tu dai. Calmati... cessa.
II momento s' appressa ,
II momento solenne!
A Dio ti volgi, e quel soccorso implora,
Por..
Che invan giammai non fu richiesto.
NEA.
La fronte nella polve... e gemo.
D' un' alma troppo fervida
Tempra, buon Dio, gli affetti
Tu che lo puoi, tu dissipa
Gli orrendi miei sospetti...
Nel combattuto core
Discenda il tuo favore,
Né più lo scuota un palpito
Che indegno sia di le.
Vieni, e ti guidi un angelo
Del suo delubro a piò.
Io piego
e prego.
{entrante)
SCENA III.
PAOLINA.
Ove m'inolt'^o? Qual tremendo speco!...
Ah! vano il mio sospetto . ''^"
Non fu! Qui certo han locp.-^""^
I sanguinosi altari,
E le vietate orribili adunanze
Di lor, che Dio si fero un uom. Lo sposo
Anch' egli dunque? 0 morte.
Rapilo m' hai l'amante, ora il consorte
Bieca sogguardi!... Gente appressa!...
(si cela dietro Un masso)
Polìuto a
\
10 ATTO
SCENA IV.
NEARCO, seguilo da im drappello di CRISTIAM e della.
Nea. Udiste?
^. Fin che si compia il rito
Cauti vegliate della rupe il varco.
In voi m' affido.
Cri. Non temer. (escono)
PàO. NearcO? (amnzandosì)
Nei. Qual voce!... Che! traveggo!...
Donna, tu qui?
Pag. Suir orme
Di Poliuto trassi. Ornai più notti
Son, che le piume abbandonar furtivo
Lo scorsi : un dubbio , un fero dubbio è sortG>
Nel mio pensier... La santa
Religion degli avi
Osato avria disdir?
Nea. T' apponi al vero.
,#^ Pao. Numi!...
^^ Nea. Fatai mistero
Tu penetrasti ! - Una recente legge
Non più d' esilio, ma di pronta morta
I neòfiti coglie!
La tua virtù fia pegno
Del tuo silenzio, ed il periglio estremo
Di Poliuto!... Andar m' è d' uopo. (nenira)
Pad. Io tremo!
ALCUINE VOCI DALLO SPECO.
Infiamma quest'alma, o spirto di Dio,
Che piena di speme a te ricovrò:
E il premio le serba che avanza il desio,
Che il figlio celeste col sangue merco.
PREGHIERA GENERALE.
Signor, le tue leggi prostrati adoriamo,
Le sante lue leggi di pace, d'amor.
PRIMO li
Per noi, per le spose, pei figli preghiamo,
Pe' nostri nemici preghiamo, Signor.
Pag. Un turbamento arcano
Io provo'.... Al cor mi scende
Quella preghiera! È forza,
E forza ch'io m' atterri ^.. - 0 che mai sento!...
Fin pe' nemici lori... Divino accento!
Di quai soavi lagrime
Aspersa è la mia gota !...
Qual mi ricerca l'anima
Dolce potenza ignota!...
Somiglia una speranza...
L'umana gioia avanza...
Par che dal ciglio infranto
Mi cada un fosco veli...
Par che il devoto canto
Ritrovi un eco in ciel! -
SCENA y.
POLIUTO, >E.\RCO, quindi gli altri Cristiaci.
Nfà.
Mira...
POL.
Donna!...
Pao.
0 sposo mio...
Di'... rispondi... Abbandonasti
11 tuo cullo?
PoL.
Un vero Dio
Me raccolse.
Pad.
Ed obbliasti
Qual rigor...
PoL.
Noi temo.
(odesì lieta musica guerritra: i Cristiani ricomparì ?<:o no)
Alcu-"*i cri. Echeggia
Lunge ancora un suon giulivo!
Gr.i ALTRI Surse l'alba... Si festeggia
Del Proconsole l'arrivo.
12 ATTO
Nea. a noi tutti sulla chioma
Pende il ferro già snudato:
Delle folgori di Roma
Qui Severo giunge armato.
Pio. Ah!... Severo!... E combattendo
Ei sul campo non mori?
Ni A. Egli vive.
Pao. (Ciel!... che intendo!...)
Ma la fama?...
Nea. Il ver menti.
Pao (* 5?^o/ occhi sfai^illctfìo della più uii^a gioia ^ ma volgendosi
a Poliuto cerca reprimersi)
(Perchè di stolto giubilo
Mi balzi, 0 cor, nel petto?...
Vive l'amato oggetto,
Ma spento egli è per me!
Condanna questi palpiti
Il mio dover... la sorte...
Il palpito di morte
Meglio s' addice a te.)
Cri. Sfidar saprem la morte,
Eterno Iddio, per te. (partono)
SCENA YI.
?f!agnifica piazza di Melitene: da un lato vestibolo del tempio di Giove^
dall'auro la soglia del palagio municipale.
La scena si riempie di POPOLO, quindi comparisce SEVERO,
preceduto dalle sue legioni.
Coro Plausi ali* inclito Severo,
L' auri eterni alla sua chioma.
Egli è vita dell'impero.
Scudo e brando egli è di Roma;
Saggio in pace, e prode in guerra
Fra i mortali un Dio sembrò:
Ed ogni eco della terra
Del suo nome rimbombò!
PRIMO 1 3
Set. Decio, signor del mondo.
Popolo Armeno, a te m'invia: felice
Egli ti brama, ed a tal uopo ingiunto
M'ha d'estirpar l'iniqua
Sacrilega genìa ribelle ai numi.
Che s' annida fra voi, come tra i fiori
Malvagia serpe. (In breve
Ti rivedrò, mia speme!... Il sen mi scuote
Un palpitar frequente!...
La tua dolce presenza il cor già sente !
Di tua beltade immagine
È questo sol eh' io miro ;
Piena è di te quest'aura,
Piena del tuo respiro...
Ah! tutto in queste arene
Parla contento e amor!
Celeste Iddio propizio
Chiuse la mia ferita.
Pur da te lunge, ahi misero!
Io non sentia la vita...
Dappresso a te, mio bene,
Saprò che vivo ancor !)
SCENA VII.
CALLISTENE, FELICE, POLIUTO , Sacerdoti, Magistrati, e dotti.
CiL. Come fausta è a noi V aurora
Che in Armenia te conduce,
A' tuoi voti Giove ognora
Fausto arrida, invitto duce.
Sev. Grato appien!... (scorge Felice)
Sei tu?... M' abbraccia. -
E la figlia?
Ff.l. (Ciel!... che mai.
Che dir posso?... il cor s'agghiaccia.'...)
Set. Non rispondi!
i4 ATTO PRIMO
Fel. La vedrai... (con sommo turbamento)
Sev. Ella forse ?...
Fel. ai tao cospetto
Mira intanto il suo consorte.
Sev. II consorte!... {come tocco dal fulmine)
PoL (Qual sospetto !...)
Fel. (Oh momento!...)
Sev. (Oh colpo!...)
Càl. (Oh sorte!)
Sev. (Non deliro?... altrui porgesti,
Donna rea, la mano, il cor?...)
Fel. (Freme!...)
Sev. (0 cruda, e Io potesti?...)
PoL. (Si coverse di pallor.)
Sev. (No, V aceiar non fu spietato
Che spargeva il sangue mio,
Ma il destino avverso e rio,
Che la vita mi serbò!
Ah! gioisci, 0 core ingrato,
Gel di morte in sen mi piomba...
Questo avanzo della tomba
Alla tomba io renderò.)
Cal. (La vendetta che giurai ,
Donna ingrata, compirò.)
Fel. (Ah! per me del giorno i rai
Densa nube circondò!)
PoL. (Fredda mano il cor m' afferra!...)
Luce orrenda balenò!...)
Coro Ei fu grande in pace e in guerra:
Fra i mortali un Dio sembrò!
(Scwero entra nel palagio municipale s tutti lo seguono)
FINE dell'atto PRIMO.
ATTO SECONDO
Il !\eòflio
SCENA PRIMA
Atrio nelle case di Felice; in fondo deliziosi giardini.
SEVERO e CALLISTEiNE.
Cal. Inoltra il pie. Ne' lari
Siam di Felice: ov'egli assente or fosse
A te dirà la figlia:
L' atrio varcar tu la vedrai . che V ora
É questa in cui si tragga
A.' suoi penati
8ev. Oh! dimmi...
Gal. Parla.
Sev. Quai giorni dello sposo accanto
Mena costei?
Gal. Nel pianto
Solinga vive. Il padre
A me svelò eh' ella d' amor sul Tebro
Ardea.., ma nella tomba
Scese r oggetto sospirato... E forse
D' Imene al tempio suo malgrado spinta
Fu dal paterno cenno.
Set. (Qual benda egli mi strappa!... Oh ciel!...)
Gai . Ma denno
Fra poco arder gl'incensi al re de' Numi.
Uopo è ritrarmi all'ara: ivi t'aspetto.
(Compiasi 1' opra.) {pane)
)6 ATTO
Sev. Sventurata è dunque!
Sventurata, non rea!... Qualcun s'appressa!
Gelo, ed avvampo!... non m'inganno, é dessa!
SGENA IL
PAOLINA e detto.
Sev. Donna...
Pad. Che!... Possenti numi!...
Tu, tu stesso!... Ah! non seguirmi.,.
Sev. Odi... arresta... Invan presumi ,
Dispietata, invan fuggirmi...
Varca il centro della terra ,
Scendi al regno della morte.
Io ti seguo.
Pad. (Eterna guerra
Mi farai, tremenda sorte!...)
Sev. Tremi!
Pag. (Un gel mi sta sul core!...)
Sev. Io ti veggo impallidir !
Un oggetto di terrore
Son per te?
Pag. (Vorrei morir!)
Set. Il più lieto dei viventi
Fui giungendo in queste arene!
Un olimpo di contenti
Io sperai dal nostro imene!...
La mia gioia è volta in pianto...
Gronda sangue il core infranto...
Fu delirio la mia speme!
D' egra mente un sogno fu!
Pag. (Ei non vegga il pianto mio,
Le mie smanie non intenda...
Se pietoso in ciel v^ è un Dio :
Da me stessa mi difenda.
Tutto, ah! tutto il primo ardore
SECONDO » :
Si ridesta nel mio core...
Io son donna . ed ha pur troppo
Un confine la virlùl)
Ahi chi ti guida, incauto?
Sev. Mei chiedi? l'amor mio.
Pio. Entrambi siam colpevoli,
Tu se prosegui , ed io
Se più t'ascolto. Involali...
Esci...
Sev. e potrei lasciarti?
Pio. Lo devi.
Sev. Oh! cruda!...
Pio. Un ultimo
Addio ricevi, e parti.
Sev. Ultimo !
Pio. Si.
Sev. Né spargere
T'odo un sospiri No, mai.
Mai non mi amasti!...
PaO. ('^^'^ trasporto inconsiderato) E leggere
Mi puoi nell'alma? e sai
Qual rio contrasto?... (Ahi misera!
Che parlo!...)
Sev. Il vero intendo!...
Tu m'ami ancora? Oh! dimmelo...
Pad. (Strazio di morte orrendo I)
Sev. Mira , lo chieggo in lagrime...
Pag. Ah! cessa...
Sev. Ed al tuo pie...
(Polìuto e Caliistene traicrsano la scena in /òniio)
Pag. Quest' alma è troppo debole
In cosi rio cimento!...
Fuggi... noi sai che perdere
Mi puote un sol momento ?
Ah ! d* un rimorso orribile
Non far eh' io sparga il pianto...
Lasciami , o crudo , gemere ,
iS ATTO
Ma di dolor soltanto...
Pura, innocente lasciami
Spirar lontan da te.
HìY. No, vivi 5 esulta, o barbara,
Del tuo consorte a fianco...
\ Disperdi , obblia d' un misero
Il sovvenir pur anco...
Non io, non io dimentico
Sarò di le giammai:
Fin che gli resta un palpito
In questo cor vivrai...
Sepolto, ignudo cenere
Avvamperò per le.
(parte disperato ^ Paolina si ritira)
SGENA IH.
POLIUTO.
Veleno è l'aura ch'io respiro!... - L' indegna
Ella invitava il traditore... Non mente
No, Callistene... Io slesso, io vidi!... E un brando,
Un pugnai non avea!... -
Ma trema, o coppia rea...
Fu macchiato Tonor miol...
Necessaria è la vendetta...
Spargerà di sangue un rivo
La mia destra punitrice... / ^a^
Sul codardo semivivo V S^r
Ferir vo' la traditrice ,
E strappargli il cor dal petto ,
Il perverso , infido cor...
Ah! l'amai d'immenso affetto!...
Ora immenso è il mio furor!
SECONDO i<l
SCENA IV.
Un CRISTIANO , e dello.
Cki. Signor?... (nella massima a^itazio?ìf)
PoL. Che vuoi?
Cri. Nearco...
PoL. Ebben ?
Chi. Dì ceppi earco
Fu strascinato...
PoL. Ahi! dove?
Mi trema il cor!...
Cri. Di Giove
Al tempio.
PoL. Eterno Iddio...
Che sento!
Cri. In gran periglio
Stanno i fratelli. ip^f^te rapidamaiU)
PoL. Ed iol
(resta un momento assorto ne^ suoi pensieri j.
quindi si riscuole ad un tratto)
Cessa fatai consiglio
Dell'ira... il ciel mi schiude
La via che tragge a sé!...
MMnfiamma una virtude
Che pria non era in me!...
Sfolgorò divino raggio,
Da' miei lumi è tolto un velo...
V^oce santa come il cielo
Di perdono a me parlò!
Obbliato è già r oltraggio,
Più vendetta il cor non chiede...
Dio quest' anima mi diede ,
Pura a Dio la renderò. {parie)
39 ATTO
SCENA V.
Tempio di Giove: nel mezzo gran simulacro del Nume,
innanzi al quale un'ara ardente.
CÀLLISTEJNE^ SEVERO, FELICE, PAOLINA, SACERDOTI
e POPOLO armeno.
Sac. ("2 tuono di fanatico zelo)
Celeste un' a tira
Del tempio move.
Al saeriiizio
Presiede Giove ,
Che il giusto premia,
E r empio atterra,
Che può dai cardini
Scuoter la terra,
Le stelle innumeri
Strappare al ciel!
Pop. Ver noi propizio
Abbassa i lumi
Rettor del fulmine ,
Primìer de' numi:
Tu dell' Armenia
Veglia su i fati,
Qual padre tenero
Su i figli amati:
Proteggi un popolo
A te fedel.
Gal. {gettando nuo\^i incensi suW ara)
La tua possanza colga gli audaci
D' un falso Nume stolli seguaci.
Sac. Sia maledetto chi reca insulto
Del gran Tonante al sacro culto.
Muoia deserto, e fra tormenti.
Gli sia negata la tomba ancor.
SECONDO a
La polve iniqua sperdono i venti...
Di lui non resti che infamia e orror.
Gal. Magistrati , guerrieri ,
Popolo, è surto alfin delle celesti
Vendette il giorno! io l'affrettai, chiamando
L'armi di Roma. Tribunal migliore,
A difendere il tem|)io ,
Non v' ha del tempio istesso.
Por. É ver.
{ad un cenno di Callistene si cii-anza IVearco)
SCENA VI.
NEARCO fra le guardie, e deUi.
CiL. Quesl' empie
Nemico è degli Dei : seeuro avviso
Ebbi, che aggiunse, nella scorsa notte,
Uno a tanti seguaci
Del suo vietato culto.
Quel reo di morte, eh' ei discopra imponi.
(« Scucio)
Sev. L' accusa udisti?
Nea. e la confermo.
Sac. Esfrema
Balbanza !
Pao. (II cor mi trema!...)
Set. Il neùfito appella.
Nea. Io? ^
Sev. Si : lo ingiungo
A nome di colui che tempra i fati
Dell'impero latino.
Nea. Ed io potrei
Tradire un mio fratello?
Bruttar di tanto eccesso
Potrei quest'alma?... Inorridisco! - Il sangue
Chiedimi , il sangue mio...
L' anima no , che V anima è di Dio.
2^ ATTO
Sev. Ti può quel reo silenzio
Costar tremende pene!
Sac. Ornai favella.
Pao, (Un brivido
Ricerca le mie vene!...)
( Un momento di pausa : Nearco persiste nel silenzio)
Sev. Entro il più nero carcere
L'indegno strascinate,
E fra tormenti orribili
Discopra il ver.
(le guardie circondano Nearco^ che muove
intrepido per uscire)
SCENA VII.
POLIUTO, e detti.
POL.
Fermate.
Pio.
(Oh numi!...)
POL.
Quel neòfìlo
Da voi richiesto...
Gli altri
(tranne Pao. e Nea.) Ebbcn ?
POL.
Son io.
Gal. Fel.
Tu stesso!...
Sac.
Ah perfido!...
Sev.
Egli!...
Pao.
Ho la morte in seni...
Sev., Gal., Fel., Sac. e Pop.
La sacrilega parola
Nel delubro ancor rimbomba,
Ed il giorno non s' invola?
E la folgore non piomba?
Troncherà supplizio infame (« ^«0
Di tua vita il nero stame!
Pena eterna fra gli estinti
É serbata, iniquo, a te!
SECONDO ^-^
^>(). (Qual preghiera ornai disciolgo?
Tutti irati son gli Dei!...
Nazareno, a te mi volgo;
S' egli è ver che nume sei.
Tu soccorri al mio consorte,
Tu lo scampa dalla morte...
E gridar m' udrà la terra
Che altro Dio non v'ha per me.)
\)j . (Dell'iniqua, del protervo
No, la vista io non sostengo!...
Dio, proteggi T umil servo...
A morir per te qui vengo.
Ma gli affetti della terra
Sorgon feri a nuova guerra!...
Questo ardor che il sen m' infiamma
Tutto ardor del ciel non è!)
Sfa. Non compiango la tua sorte,
Ma r invidio, la desio.
Sulla terra oltraggi e morte,
Gloria e vita in grembo a Dio!
La tua lingua, ed il tuo core
Porgan laudi al Creatore...
Già de' martiri la palma
S'apparecchia in ciel per te!
?Ev. Alla morte lo serbate.
(le guardie si auvaiizano per impadìvìiim
di Poliutó)
No, crudeli...
E che pretendi!
S' obbedisca.
V'arrestate...
Padre, ah! padre lo difendi.
Ffl. Egli è reo.
PaO. (« Calìstene) Deh! tu...
{non potendo trincera la sua ripus^unnza)
Non trovo
La parola... forza ignota
i^ ATTO
Mi respinge! - Il duol eh' io provo....
La mia smania il cor ti scuota...
{a Seuero prostrandosi)
8fv. Che!... gemente a piedi miei!..
Pao. Qui morrò j se a me tu nieghi
La sua vita...
Set. Ed io petrei?...
PoL. Tu, per me, costui tu preghi!
Empia ! {prorompendo)
Pio. Sposo!...
PoL. Il fui.
Pao. Qual detto!...
PoL. Sciolgo, esecro il rio legame,
Onde un giorno a te mi ha stretto
Questo Dio bugiardo , infame...
{rowesciando V ara)
Le tue colpe un Dio verace,
Scellerata, punirà!
wSac. Alle fiere il reo, l'audace...
Pao. Innocente io son...
{neW estrema disperazione, e volendo gettarsi fra
le bisaccia di Poliuto)
POL. Tu?... Va... (respingendola)
Morire in pace mi lascia ornai...
Solo rimembra quanto t'amai...
Nel ciel, che m' apre un Dio clemente,
Mi fìa d' ogn' altra gioia maggior
L' esser diviso eternamente
Da te , macchiata d' impuro amor.
PaO. {trattta di senno)
No, gr infelici non hanno un Dio!..
È solo mia colpa il destin mio!...
Se alcun di voi pietà conosce,
Mi vibri un ferro in mezzo al cor...
A me la vita fra tante angosce
Di cento morti saria peggior.
SECONDO ^5
Sfv. (Sparger quel sangue m' è d'uopo iii breve..
Ella abboirirnii , fuggir mi deve !
É oguor funesto, non cangia tempre
II nu'o destino persecutori. ..
Me sventurato! Son io per sempre
Morto alla speme, morto air amor!)
Sai . Sia maledetto chi reca insulto
Del gran Tonante al sacro culto:
Muoia deserto e fra tormenti ;
Gli sia negata la tomba ancor.
La polve iniqua sperdano i venti...
Di lui non resti che infamia e orror
FtL. Fra queste braccia ricovra , o figlia..
A te rimane un padre ancor.
Nha. Tu quella mente gran Dio consiglia,
Tu di costanza arma quel cor.
(Pnli'uto e Neai'Co partono fia le guardie • intantn
F(^lice tragge seco a i^iva forza la fig^lia)
HNE DELL ATTO SECONDO.
ATTO TERZO
Il martirio.
SCENA PRIMA.
Bosco sacro: muro in fondo che lo divide dalla città:
da un Iato parte del tempio di Giove.
Odonsi da lontano confuse voci popolari.
Vieni, vieni... - AI circo andiamo... -
Stringe il tempo!... - Su, corriamo... -
Di tai mostri sgombro il mondo,
Vendicato il ciel sarà!. .
Oh! spettacolo giocondo!...
Sangue a rivi scorrerà!..
SCENA IL
Giungono SACERDOTI da parti diverse, quai persone chiamate
ad un convegno^ indi CALLISTENE.
Sac. Ecco il sommo Pontefice.
Cal, S' avanza
L* ora solenne del supplizio , ed una
La vittima non fia!
Sac. Come?
Gal. L' esempio
Di Poliuto altri seguir, cui morte
Pel nuovo Dio non atterrisce.
Sac. Oh stolti!
Gal. Il suo dolore, e l^onta,
Nel domestico tetto,
A T T 0 T E Fi Z O 27
Felice asconde... ma la figlia corse
Del proconsole a' pie!
Sa(. Dubiti forse
Che il pianto femminil pietà ritrovi
Nell'alma di Severo? .
Gal. É debil sempre
Alma schiava d'amor. - Cauti nel volgo
Disseminarci fia prudenza, e viva
Tener la brama, che già ferve in esso,
Deir imminente strage, onde prorompa,
Se vien deluso, in tutto il suo tremendo
Furor. La plebe un' arme
Vana è per sé, ma quando
La tratta il saggio, è formidabil brando! -
Alimento alla fiamma si porga ,
Tal che incendio vorace ne sorga;
Il poter degli altari che langue
Col terrore afforziamo e col sangue:
Ed agli occhi del mondo insensato
L'ulil nostro, util sembri del ciel.
Sa» . Ben t' avvisi ! all' intento bramato
La vendetta de' numi sia vel. (partono)
SCENA IH.
Prigione del Circo.
POLIUTO, immerso nel sonno.
Donna!... - Malvagio!... - ("" ^^^^«) Vision gradita!..,
Bella , e di sol vestita ,
Qual puro incenso dagli altari, al cielo
Salia la sposa, e il ciel schiudeasi, e voce
N' uscia soave: alla virtude onore!
Ed innocente ella saria? Chi giunge!
rì8 ATTO
SGENA IV.
PAOLINA e detto.
Pao. La tua sposa infelice,
Ma non rea di spergiuro,.. Ah! son contati
Gl'istanti!... Odimi. - É vero.
Prima d'esser consorte amai Severo,
Lo piansi estinto... dalla tomba uscito
Egli a me riede: usbergo
Ebbi vivtù nel periglioso incontro...
Pugnai , ma vinsi.
PoL. E fra' paterni lari
Noi trasse un cenno tuo?
Pao. Che parli! Ah! d'onde
Si rio sospetto?
PoL. Gallistene...
Pao- Or basti.
Tal nome pronunciasti
Che ricorda ogni colpa!
D'esecrabil fiamma
Arde colui... per la tua sposa!
PoL. Oh cielo!
Creder poss' io tanta perfidia?...
Pao. Il giurOo..
E qual nume tu vuoi del giuramento
Vindice al par, che testimone imploro.
PoL. (^ nella più \r>iva commozione: ricorre al suo petisicro quanto
gli apparile in sonno ^ cade in ginocchio j ed inondato di
lagrime y e non potendo firmar parole j alza le mani al
cielo come in rendimento di grazie^ quindi sorge ed
abbraccia Paolina)
Questo pianto favelli!... - Or pago io moro!
Pao. Tu non morrai.
PoL. Che dici!...
Pao, Le provocate, ultrici
Folgori, ancor sospende
TERZO o
Chi può. Ricdi air antieO; al vilipeso
Culto de' numi, e la tua vita è salva.
PoL. Ma r anima perduta!
Fao. 0 sposo mio...
PoL. Taci...
Pao xNo...
PoL. Vanne...
Pao. A' piedi tuoi son io...
Ah! fuggi da morte orribil cotanto...
Air alma li giunga V acerbo mio pianto..
Lo sparge k piena d'immenso dolore...
È pianto d' un core - squarciato per te.
Por. Lasciando la terra il giusto non muore;
Nel cielo rinasce a vita migliore. -
Ma cessa... ma tergi Tamaro tuo pianto. .
Quel duolo soltanto - è morte per me.
Pam T' arrendi...
PoL. Noi deggio...
Pad. Pietà d' un affanno
Che m' apre Tavello...
(Poliuto cerca nascondere la sua commozione)
Non torcere il viso...
i\Ii dona i tuoi giorni, e tutti saranno,
In grembo air amore, di gioia un sorriso.
PoL. É lampo fugace la gioia mortale,
Ma sede V Empirò d' eterna esultanza.
Pao. Pensasti agli errori del punto fatale?
PoL. Iddio con la fede ci dà la costanza.
(Paolina è uìi^amente colpita dallo zelo di Politilo)
Pao. Coraggio inaudito! - Un fulgido lume
Sul ciglio mi striscia e l'ombre diradai...
Spirarti que' sensi non puote che un Nume'...
Lo credo... lo adoro... - Al circo si vada.
PoL. Che parli!... Oseresti?...
Pao. Sfidar la tua sorte.
PoL. Un orrido gelo mi piomba sol core !...
A sposo che t'ama puoi chieder la morte?
3o ATTO
Pao. II giusto rinasce a vita migliore.
PoL. La terra i suoi beni ancora t' appresta.
Pao. É sede T Empirò d'eterna esultanza.
PoL. Non temi lo strazio dell' ora funesta?
Pao. Iddio con la fede ci dà la costanza.
PoL. Fia vero!... La grazia nell'alma ti scende!...
(la pone in ginocchio^, ed alzando gli occhi al cielo^ stetide
la destra sid capo di lei in atto solenne)
La via di salute fu schiusa per te.
(la rialza j e cadono uno fra le braccia delV altro)
Insieme si muoia... Un premio ne attènde
Là dove possanza di tempo non è!
a 2 (f'ctpiti in estasi dii^ina)
Il suon dell' arpe angeliche
Intorno a me già sento!...
La luce io veggo splendere
Di cento soli e cento!...
Di me non ho che 1' anima!...
Già son del Nume a piò!...
Eternamente vivere
^ M' è dato in ciel con te!
SCENA ULTIMA.
Sì aprono le porle: vedesi T anfiteatro rigurgitante d' immenso
popolo. — SEVERO, CALLISTENE , altri SACERDOTI, ed alcune
Guardie entrano nella prigione.
Pop. Alle fiere chi oltraggia gli Dei...
Sia punito 1' orrendo misfatto...
Sev. Fra la vita e la morte ancor sei. 0^ i'^i.)
Scegli.
PoL. Morte.
Sev. Alle belve sia dato, (alle guardie)
Pao. Io lo seguo: mertata ho la pena...
Del suo Nume la fede abbracciai.
Sev. Gal. Sac. Tu! (^^^^ immensa sorpresa)
TERZO 3i
Lo giuro.
All'arena, all'arena...
Ella mora. {mai frenando la sua gioia inJernaU)
No, crudi , giammai...
A difender gli altari venisti,
0 le colpe?
Sev. Un istante concedi!...
Ah ! ti cangia... se ancora persisti
Guai !... (« i'^o.)
Pao. Non cangio.
Gal. Proconsole!
Sev. Oh! cedi..
No /d'amor non favello gli accenti,
Non domando che vivi per me...
Tu sei figlia... del padre sovvienti...
Ahi se muori, egli muore con te!...
Pao. a pregar vado in cielo per lui.
Gal. Più s' indugia? ^
Sev. Tu dunque?...
Pao. {accennando Cai) Costui
Abborrisco, ed esecro, detesto
1 suoi Numi.
Empia donna!...
Che orrori...
O mia sposa!...
Qual giorno funesto!...
Né gettata alle belve fu ancor?
{le sguardie ciìxoiulano Paolina e Poliuto)
Sev. {ncW estrema disperazione)
Giove crudel , famelico
Di sangue e di vendetta,
Ancor vi son colpevoli...
Punirli a te s' aspetta...
La donna rea, sacrilega
Adoro più di te...
e giusto sei, la folgore
Vibra dal ciel su me.
3t! a T T O T e R Z O
Pad. PoL. Il SUOI! dell'arpe angeliche
Intorno a me già sento!...
La Ilice io veggo splendere
Di cento soli e cento!...
Di me non lio che T anima!...
Già son del Nume a pie!...
Eternamente vivere
Mi è dato in ciel con te!
Gal. (Tu vero nume ed unico .
Vendetta, sei per me!)
Pop. (''^'* grida ferocissime)
A morte, a morte, o perfidi../
Il vostro Dio dov' è ? •
ChiSTIAM (<^^^^ odonsi dalle prigioni contigue)
Signore, a te sia gloria!
Lieti moriam per te!
Gif., {protendendo la mano in atto di maledizione vaso Poliiifo e
Paolina _, mentre son condotti al supplizio)
Su voi perversi , cada
L'infamia!
Sev. Ed io vivrò?
Pao. Pol. Ah trionfar si vada!
Gal. (Oh gioia I...)
Sev. Morte!
{snuda il brando per trucidarsi)
GiAUDii: Ah !... no...
{disarmandolo. Intanto si abbassa la tenda)
FINE.
\
\
\l.
\:1
^
%<•